
Partiamo da qui, dalla presenza, nella nostra provincia, di almeno due specchi d’acqua di ampie dimensioni, di cui uno, il lago di Garda o Benàco per ricordarne l’esatta pronuncia, risulta il maggiore lago italiano per estensione. La loro presenza influenza di fatto il clima, la temperatura, dei territori che si affacciano alle loro rive, questo consente, specie per il bacino maggiore, all’olivicoltura di segnarne le sponde – siamo alla latitudine nord estrema per l’olivo – con l’esistenza di ben due DOP. La prima, quella dell’Olio extravergine di oliva Garda DOP, che può essere completata dalla menzione geografica «Bresciano» Le cultivar, ossia le varietà di olive, qui previste sono da Disciplinare Casaliva, autoctona, Frantoio e Leccino per almeno il 55%. La seconda, quella dell’Olio extravergine di oliva Laghi Lombardi con la menzione geografica Sebino, è ottenuta da Leccino, per almeno il 40%, Frantoio, Casaliva, Pendolino e Sbresa da sole o insieme per non oltre il 60%. Per entrambi si parla di oli dal fruttato leggero, medio.
La presenza degli olivi caratterizza in positivo, aumenta l’attrattività di queste zone che oggi difficilmente riusciremo a pensare prive di questa coltivazione, oltre a dare degli oli che se quantitativamente rappresentano meno dell’1% della produzione italiana, qualitativamente sono da anni in crescita, conquistando riconoscimenti a livello nazionale.
Per la ristorazione, la produzione locale di olio extravergine d’oliva, offre la possibilità di «segnare», di rendere un piatto «più bresciano» con un filo d’olio magari versato al tavolo del cliente, dall’antipasto, un carpaccio di carne o pesce, delle verdure, sino al dolce, un semifreddo alla vaniglia, nell’impasto di un lievitato…
Immagine di Christian Penocchio


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adminbs
19 Ottobre 2021 at 12:06
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